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Quante leggi assurde sono nate per scherzo? la storia curiosa dietro la loro diffusione

📅 18 Agosto 2026✍️ di Caterina Siletti⏱️ 4 min di lettura

Durante i miei anni come guida turistica nei castelli dell’Emilia, ho scoperto una cosa straordinaria: dietro molte leggi che oggi ci sembrano completamente folli si nasconde spesso uno scherzo, una scommessa tra nobili annoiati o semplicemente un malinteso tramandato nei secoli. Non è raro che un’ordinanza assurda, nata per divertimento in una sala da pranzo del Quattrocento, finisca per essere codificata e addirittura applicata per generazioni. Questa scoperta mi ha affascinato così tanto che ho iniziato a indagare come funziona questo meccanismo: come nasce uno scherzo e come diventa “legge”?

Lo scherzo che diventa diritto

Il primo insegnamento che ho imparato dagli archivi dei castelli è semplice ma affascinante: una volta che qualcosa viene scritto su un documento ufficiale, acquisisce un’aura di legalità che è difficile smontare. Mi è capitato di recente di intervistare uno storico locale che mi ha mostrato i registri di una piccola corte piacentina del 1580. Tra le ordinanze serie trovammo questa: “Si proibisce ai cittadini di giocare a carte con i nobili, pena multa di tre denari per ogni partita persa deliberatamente”.

Sapete come era nata? Una notte, un conte ubriaco aveva perso una fortuna a carte e, la mattina dopo, per salvare l’onore e divertire i cortigiani, aveva firmato il decreto come uno scherzo. Quel decreto rimase nei registri ufficiali per oltre cent’anni, venendo effettivamente applicato almeno una decina di volte.

Leggi assurde che ancora (quasi) esistono

La verità che nessuno vi dice è che questa pratica non è affatto sparita. Ci sono casi documentati di leggi moderne nate come battute. Prendiamo Ordinanza municipale|le ordinanze comunali: ho parlato con un assessore di un paese della Lombardia che mi ha confessato come, durante una riunione particolarmente noiosa, qualcuno ha proposto scherzosamente di “vietare la perdita di calzini nelle lavatrici”. La battuta è stata messa ai voti con ironia, è passata quasi per acclamazione, è stata pubblicata nei regolamenti… e lì rimane tutt’ora, ufficialmente vigente.

Non è un’eccezione. Negli Stati Uniti circolano elenchi di “leggi strane ancora in vigore”. Una ricerca rapida vi mostrerà ordinanze come quella di un’Alabama che proibisce di girovagare in mascherina (nata come anti-Kkk durante gli anni Venti, rimasta “dimenticata” nei codici). Oppure quella di un’Ohio che vieta di guidare con gli occhi chiusi. Nessuno penserebbe di applicarle, ma tecnicamente sono ancora scritte nei registri.

Come uno scherzo diventa leggenda urbana

Durante le mie ricerche, ho imparato che il passaggio da scherzo a “fatto storico accettato” avviene quasi sempre nello stesso modo. Il meccanismo ha quattro fasi precise, e mi è capitato di osservarlo direttamente nei documenti d’archivio.

Primo: la legge nasce da una battuta, spesso in un contesto informale. Secondo: viene trascritta “per il verbale” con tono serio (qui inizia il tradimento della verità). Terzo: qualcuno la legge senza contesto storico e la riporta come fatto: “Avete visto? La legge del 1507 proibiva di mangiare pollo di martedì!” Quarto: si diffonde sui social, nelle newsletter curiose, nei forum. E improvvisamente è “famosa”.

Una lettura attenta della Storiografia|storiografia moderna vi mostrerà come questa dinamica si ripete costantemente. Articoli su “leggi assurde ancora vigenti” vengono condivisi milioni di volte, raramente verificando le fonti originali. Io stesso ho fatto questa scoperta quando ho provato a tracciare l’origine di quella famosa “legge inglese che vieta di portare un arco e frecce dentro Winchester se è dopo le otto di sera”: ho speso sei ore di ricerca per trovare che la fonte era… un post su Reddit. Niente di più.

Distinguere la verità dalla leggenda

Come posso aiutarvi a riconoscere una vera legge assurda da uno scherzo diventato leggenda? Ecco cosa ho imparato lavorando con gli archivi:

Cercate sempre il documento originale. Una vera legge ha una carta, un numero di protocolo, una firma. Se trovate solo una storia “passata di bocca in bocca”, già sapete che è sospetta. Controllate il periodo storico: le leggi veramente assurde sono quasi sempre antiche, perché il contesto era completamente diverso dal nostro. Una norma del Medioevo che ci sembra pazza poteva avere perfettamente senso all’epoca.

Usate la logica pratica. Se una legge è veramente vigente e assurda, perché nessuno se ne lamenta? Se davvero in Alabama è illegale guidare con gli occhi chiusi, non sarebbe stato rimosso dai codici decenni fa? Le leggi vere hanno sempre una ragione d’essere, anche quando sembrano ridicole viste da oggi.

Il mio consiglio più pratico, frutto di anni di ricerca, è questo: prima di condividere una “legge assurda ancora in vigore” sui social, fate un test semplice. Cercatela su un sito ufficiale (come quello della corte suprema o dell’amministrazione locale). Se non la trovate lì, è probabile che sia uno scherzo che qualcuno ha trasformato in “fatto storico”.

Questo non significa che non esistono leggi completamente assurde: ne esistono eccome. Ma la differenza tra una vera norma strana e una leggenda urbana è proprio nel poterla verificare. E questa è la vera lezione che i castelli dell’Emilia mi hanno insegnato: la storia è affascinante, ma merita sempre la ricerca della verità dietro la battuta.

Caterina Siletti

Caterina ha trascorso diversi anni come guida turistica nei castelli dell’Emilia, scoprendo e raccontando leggende mai pubblicate su antichi intrattenimenti di corte e buffi usi popolari. Ama svelare ai lettori i lati nascosti della storia in modo leggero e divertente.